Il generale Vannacci spacca il centro-destra. Con il suo nuovo partito, Futuro Nazionale, l’ex ufficiale intercetta la delusione degli elettori traditi dalle promesse del Governo Meloni su sicurezza e immigrazione. Tallonando già la Lega nei sondaggi, Vannacci punta alle elezioni 2027: la sua corsa in solitaria isolerà la destra servendo su un piatto d’argento la vittoria al campo progressista?
Il nuovo partito del generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, ha iniziato fin da subito a far parlare di sé, per alcune sue posizioni radicali che stanno piano piano prendendo piede tra gli elettori. Infatti, nonostante sia una forza politica nata da poco, in alcuni sondaggi si mostra oltre il 4%, con picchi vicini al 5%. Per intenderci è già nelle condizioni, se dovesse continuare a crescere così anche nelle prossime settimane, di raggiungere i numeri di partiti importanti come la stessa Lega, ex partito del generale Vannacci.
Ma che ruolo può avere questo nelle prossime elezioni politiche, previste per il 2027?
Potrebbe essere una risorsa o un problema per la destra di governo?
Futuro Nazionale è un partito che possiamo allineare ideologicamente ad alcuni grandi partiti di estrema destra europei, come AFD in Germania, Vox in Spagna e RN in Francia.
Ciò che accomuna questi partiti è la grande crescita di consenso che stanno ottenendo in tutta Europa. Così, anche Vannacci si è lanciato in questa onda di consenso che potrebbe, nei prossimi mesi, mostrarsi anche in Italia.
Gli elementi che sembrano pendere dalla sua parte sono la spiccata abilità comunicativa, il passato da generale dell’Esercito Italiano e il clima di frustrazione e insofferenza presente in Italia.
Infatti, dobbiamo notare come il Governo Meloni abbia tradito moltissime promesse elettorali, in particolare sui temi di immigrazione e sicurezza. Pensiamo al tanto atteso blocco navale sulle coste libiche, mai nemmeno tentato, e al forte aumento della microcriminalità in questi anni di governo. Doveroso citare il fallimento dei centri in Albania, che sono rimasti per anni vuoti e non funzionanti a spese dei cittadini.
Proprio in questi temi, il generale Vannacci si è lanciato con decisione. Ha colto la delusione di una parte di elettorato di destra radicale nei confronti di questo governo e anche una buona parte di astenuti che hanno visto arrivare un volto nuovo sulla scena politica italiana. In questo momento non è importante solo capire il programma politico di Futuro Nazionale, già chiaro in alcuni suoi punti, ad esempio la remigrazione, ma anche come esso potrà impattare sulle future elezioni politiche.
Infatti, una parte della coalizione di centro-destra non ha alcuna intenzione di allearsi con Vannacci. In primis Forza Italia, che si è resa già protagonista di alcune controversie con il generale. Anche Noi moderati di Maurizio Lupi, altro partito centrista della coalizione, ha espresso diverse perplessità.
Ma, paradossalmente, anche all’interno della Lega, partito con il quale è stato eletto in Europarlamento molti importanti esponenti come Zaia, Centinaio e Fedriga hanno dichiarato di sentirsi distanti dalle idee radicali di Vannacci.
Insomma sembrerebbe difficile immaginare di vedere Futuro Nazionale accolto positivamente all’interno della coalizione attuale di governo. Anche lo stesso generale, uscito dalla Lega per protesta nei confronti dell’operato dell’esecutivo, farebbe una pessima figura a rientrarci per convenienza politica.
A questo punto, il campo progressista potrebbe vedere dinanzi a sé un vero e proprio assist. Il partito di Vannacci potrebbe rubare voti alla coalizione di centro-destra portando, per assurdo, un vantaggio politico al centro-sinistra.
Resta dunque da vedere se Vannacci si rimangerà le sue critiche nei confronti del governo e accetterà di rientrare a farne parte o se, per coerenza, sceglierà di restarne fuori, rischiando così di avvantaggiare e far vincere il campo largo.
